Ciao Carlo!

Il Liceo ricorda Carlo Petrini, fondatore di Slow Food. Memorabile il suo discorso in aula magna per gli studenti coinvolti nel percorso di FSL, novembre 2022.
L’impegno dei ragazzi continuerà sempre!
Il discorso integrale alla pagina:
Con piacere ripubblichiamo un ricordo scritto da una ex-Giobertina che ha anche frequentato l'Università di Scienze Gastronomiche a Pollenzo:
In ricordo di Carlo Petrini, perchè il cibo è politica e la terra è la nostra eredità più preziosa. Milano 22 maggio 2025, Agnese Cutrin
"Chi semina utopia, raccoglie realtà".
Dovremmo ricordare Carlo Petrini ogni giorno, ogni volta che facciamo la spesa, cuciniamo, mangiamo e brindiamo.
Carlin ha plasmato l'identità di molte persone, tra cui la mia.
Molte persone mi chiedono quale sia il collegamento tra la mia università triennale in Scienze Internazionali e Diplomatiche e la magistrale in Food Innovation e Management. Io rispondo citando una delle sue tante sagge parole: “il cibo è politica”. Non possiamo infatti continuare a vivere in questo mondo performando frettolosamente, mostrando ciò che abbiamo, senza trovare un legame profondo con chi eravamo e chi vogliamo essere. Il suolo sta diventando sterile, l'insicurezza alimentare è all’ordine del giorno, la ricchezza di beni e la povertà di sapere sono ormai caratteristiche umane; l'individualismo e il disprezzo per i beni comuni danneggiano le risorse naturali, la biodiversità e i sistemi ecologici.
Il cibo non è solo nutrimento, ma promuove inclusione, perché attraverso di esso si raccontano comunità, si sostiene il diritto all’accesso al cibo e la sovranità alimentare, si combatte per non usare la fame come arma. Il cibo, olisticamente, è connessione e permette comprensione.
Quindi grazie, Carlo, per aver fondato il movimento di Slow Food e per aver creato sapere, diffuso consapevolezza, riconosciuto dignità e valorizzato il lavoro più antico e radicato nel mondo: essere contadino.
Quindi oggi ti voglio ricordare più che mai e voglio essere contadina anch’io: lavorare con costanza, avere pazienza, accogliere e piantare sapere per un mondo buono, pulito e giusto.
Dovremmo ricordare Carlo Petrini ogni giorno, ogni volta che facciamo la spesa, cuciniamo, mangiamo e brindiamo.
Carlin ha plasmato l'identità di molte persone, tra cui la mia.
Molte persone mi chiedono quale sia il collegamento tra la mia università triennale in Scienze Internazionali e Diplomatiche e la magistrale in Food Innovation e Management. Io rispondo citando una delle sue tante sagge parole: “il cibo è politica”. Non possiamo infatti continuare a vivere in questo mondo performando frettolosamente, mostrando ciò che abbiamo, senza trovare un legame profondo con chi eravamo e chi vogliamo essere. Il suolo sta diventando sterile, l'insicurezza alimentare è all’ordine del giorno, la ricchezza di beni e la povertà di sapere sono ormai caratteristiche umane; l'individualismo e il disprezzo per i beni comuni danneggiano le risorse naturali, la biodiversità e i sistemi ecologici.
Il cibo non è solo nutrimento, ma promuove inclusione, perché attraverso di esso si raccontano comunità, si sostiene il diritto all’accesso al cibo e la sovranità alimentare, si combatte per non usare la fame come arma. Il cibo, olisticamente, è connessione e permette comprensione.
Quindi grazie, Carlo, per aver fondato il movimento di Slow Food e per aver creato sapere, diffuso consapevolezza, riconosciuto dignità e valorizzato il lavoro più antico e radicato nel mondo: essere contadino.
Quindi oggi ti voglio ricordare più che mai e voglio essere contadina anch’io: lavorare con costanza, avere pazienza, accogliere e piantare sapere per un mondo buono, pulito e giusto.
