Mozione del Collegio Docenti_ Un Minuto di Silenzio per la Pace il Primo Giorno di Scuola
L’ultimo rapporto della Commissione internazionale indipendente d’inchiesta delle Nazioni Unite sui Territori palestinesi occupati, compresa Gerusalemme Est e Israele, ci restituisce le cifre del massacro che si sta consumando a Gaza da quasi tre anni. I numeri, soprattutto quelli relativi ai minori, sono impietosi e registrano la morte di almeno 20.179 bambini e bambine, nonché il ferimento di altri 44.143.
A ciò si aggiungono le conseguenze di natura psicologica dovute ai continui sfollamenti, ai lutti, alle separazioni familiari, all’insorgere di disabilità come esito dei bombardamenti, alla fame usata come arma di guerra e alla completa distruzione di scuole, università, ospedali e reparti per la maternità (con grave pregiudizio per la vita dei neonati e per la situazione demografica della popolazione palestinese).
Le parole di Srinivasan Muralidhar, presidente della Commissione, riassumono perfettamente le intenzioni che stanno alla base delle operazioni “militari” messe in atto dall’esercito di Israele: «Le prove dimostrano che i bambini palestinesi sono stati deliberatamente presi di mira e uccisi dalle forze di sicurezza israeliane»
Una situazione che peggiora giorno dopo giorno, nonostante il cessate il fuoco di ottobre 2025. Un’infanzia cancellata in maniera irreversibile attraverso tecniche di sterminio disumane, che pensavamo non potessero più ripetersi e che in realtà sono quotidianamente sotto i nostri occhi nel silenzio colpevole di tutte quelle democrazie che a parole dichiarano prioritaria la difesa dei diritti dei bambini e delle bambine.
Come insegnanti, ma ancora prima come esseri umani, non possiamo assecondare questo silenzio. Così come non possiamo limitarci alle pur necessarie reazioni di sdegno e riprovazione nei confronti dei responsabili di questi crimini contro l’umanità. Abbiamo il dovere di non dimenticare e di non permettere che quanto succede in Palestina venga messo in secondo piano.
Esprimiamo dunque l’intenzione di parlarne, sia tra di noi sia con le nostre e i nostri studenti, per approfondire e contribuire a far conoscere una tragedia umana di cui ancora è difficile vedere la fine, e di lavorare affinché memoria e azione siano, per le nuove generazioni, strumenti per una lettura critica della realtà e richiamo a un impegno quotidiano per la difesa dei diritti di chi non ha voce.
In tale prospettiva, proponiamo di iniziare il primo giorno di scuola con un minuto di silenzio seguito dalla lettura della poesia "Pensa agli altri" di Mahmoud Darwish.
La poesia ricorda che pensare a chi non ha voce, casa, pane, parole è il primo passo per restare umani.
Pensa agli altri
Mentre prepari la tua colazione, pensa agli altri,
non dimenticare il cibo delle colombe.
Mentre fai le tue guerre, pensa agli altri,
non dimenticare coloro che chiedono la pace.
Mentre paghi la bolletta dell’acqua, pensa agli altri,
coloro che mungono le nuvole.
Mentre stai per tornare a casa, casa tua, pensa agli altri,
non dimenticare i popoli delle tende.
Mentre dormi contando i pianeti, pensa agli altri,
coloro che non trovano un posto dove dormire.
Mentre liberi te stesso con le metafore, pensa agli altri,
coloro che hanno perso il diritto di esprimersi.
Mentre pensi agli altri, quelli lontani, pensa a te stesso,
e dì: magari fossi una candela in mezzo al buio.
Mahmoud Darwish
